logo
24 Gen 2022

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO. SEI ANNI PER 60 ASSUNZIONI?

Da dicembre 2016 a gennaio 2022: cinque anni (e non è ancora finita) per riuscire ad assumere 60 persone indispensabili al sano funzionamento dell’AICS, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Finalmente possiamo dire che qualcosa si muove. La Commissione interministeriale per la riqualificazione delle pubbliche amministrazioni (RIPAM – FormezPA) ha nominato le commissioni d’esame per i diversi profili concorsuali. Nulla però è dato sapere sulla data delle prove che i 10.594 iscritti al concorso stanno aspettando con ansia (30,1% dal Lazio; 15,1 % dalla Campania; 10,9% dalla Sicilia).

GIUGNO 2020, PIU’ DI 10 MILA ISCRIZIONI AL CONCORSO PUBBLICO

Il bando era stato pubblicato il 5 giugno 2020 e le iscrizioni si sono chiuse quindici giorni dopo, raccogliendo più di 10 mila adesioni. Da allora lunghi silenzi, troppo lunghi, e tanta incertezza per le restrizioni causate dal Covid-19. L’indicazione “Tutte le comunicazioni sul concorso, compreso il calendario delle relative prove e del loro esito, avverrà sul portale “StepOne2019”; dove i candidati possono accedere almeno 10 giorni prima della data stabilita per lo svolgimento delle stesse” è rimasta sospesa.

Sfogliando le pagine dei gruppi facebook dedicati a questo concorso, dove i candidati cercano notizie e si scambiano informazioni, preoccupazioni e consigli per studiare e approfondire le materie di esame, si può leggere tutta l’apprensione di chi aspetta di poter partecipare alle prove senza mai conoscerne i tempi. Tra giugno 2020 e luglio 2021: “Ma, secondo voi, quando ci sarà la preselettiva? Entro luglio? Data la velocizzazione del concorso, penso che luglio potrebbe essere una data papabile”. “No, non so in base a cosa, ma ci siano voci che parlano addirittura del prossimo anno”. “Beh, non voglio scoraggiarvi, ma ho idea che non abbiate molta esperienza di concorsi pubblici. Se nel bando è indicato che verrà pubblicato apposito avviso 10 gg prima della preselettiva, così sarà. E potrebbe essere tra un mese o tra sei. Nel frattempo concentratevi sullo studio, e vi assicuro che il tempo per studiare tutto non è mai abbastanza”. “Ciao Ragazzi io non ho ricevuto alcuna email di aggiornamento del concorso, avete alcuna novità?” “Nessuna novità, a parte il fatto che l’attesa si prolungherà”. “Ancora tutto fermo mi risulta. Veramente sconfortante” …

Emerge anche la volontà di prepararsi al meglio: “Avete idea di testi da poter studiare per questa materia o siti internet oltre al Maeci o Aics?” “Non esiste un testo universitario sulla disciplina della cooperazione; la legge 125/2014: quello è il testo di riferimento. Questo per dirti quanto siamo indietro in questo paese su questo settore. E la legge precedente aveva più di 20 anni, se non sbaglio, prima che facessero quella del 2014”. “Esiste un “manuale di cooperazione allo sviluppo” di Raimondi Antonio e Gianluca Antonelli Edizione SEI”. “Riguardo la cooperazione internazionale, io utilizzo il Simone che contiene 67 pag di teoria e 30 quiz annessi. Il restante è da integrare con le leggi sulla materia”. “Per prepararvi vi consigliamo il testo EdiSES, che contiene sia la Teoria che i Quiz per la prova preselettiva. Sono più di 800 pagine e copre tutte le materie della prova” …

ASSUNZIONI NECESSARIE AL CONSOLIDAMENTO DELL’AGENZIA MA TUTTO RIMANE FERMO

La legge di bilancio 2017 approvata nel dicembre 2016 aveva ammesso queste nuove assunzioni perché ritenute indispensabili per il consolidamento dell’Agenzia. Le 60 unità sono state quindi autorizzate col decreto 4 agosto 2017 del ministro della funzione pubblica. Il termine per l’esecuzione è stato rinviato e prorogato annualmente fino al 2020. E’ difficile capirne le ragioni, se non attribuendole alla lentezza e sbadataggine della pubblica amministrazione, nonostante che alcune rappresentanze di Ong avessero avuto assicurazioni direttamente dalla ministra della funzione pubblica. Solo tre anni dopo, nel giugno 2020, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il bando di concorso che raggruppa l’assunzione di novantadue unità (60 per l’Aics e 32 per il ministero dell’ambiente) di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nell’area funzionale III (non dirigenziale). Per l’Agenzia 20 unità sono destinate al profilo amministrativo-contabile (giuridico, legale e contenzioso; pianificazione e budget; contratti, gare ed appalti) e 40 al profilo tecnico-professionale (promozione e comunicazione; programmazione e sviluppo economico; infrastrutture; salute, protezione sociale e gender; sviluppo rurale; patrimonio culturale; diritti umani e migrazione; educazione e formazione; statistica; finanza; sicurezza alimentare; partenariati pubblico privato; ambiente; informatica). Ma il Covid-19 ha fermato nuovamente tutto.

Il Ministro Brunetta, poco dopo il proprio insediamento alla guida della pubblica amministrazione, ha dato un’accelerazione alle assunzioni semplificando le procedure concorsuali e garantendo il merito, attraverso la valutazione preliminare di titoli ed esperienze professionali dei candidati ai pubblici concorsi. E’ un approccio che è stato contestato per alcuni aspetti discriminatori ma che ha permesso di sbloccare i concorsi e di poterlo fare in tempo di pandemia.

LUGLIO 2021, IL BANDO E’ RIAPERTO E SEMPLIFICATO. LA GRANDE ATTESA

Il bando del giugno 2020 è stato riaperto e modificato con pubblicazione sulla G.U. il 30 luglio 2021. La breve riapertura dei termini per la presentazione delle domande ha permesso la diffusione delle nuove disposizioni semplificate, l’eventuale completamento con nuova documentazione delle domande già presentate, la partecipazione di nuovi candidati, oltre ai 10.594 già esistenti. La prova selettiva sarà unicamente scritta ed “è svolta esclusivamente mediante l’utilizzo di strumenti informatici e digitali, anche in sedi decentrate e anche con più sessioni consecutive non contestuali, assicurando comunque la trasparenza e l’omogeneità delle prove somministrate in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti”; sono state soppressa la prova pre-selettiva e la prova orale. Più in particolare, “la fase selettiva scritta consiste nella risoluzione di quaranta quesiti a risposta multipla, con trentadue quesiti per verificare le conoscenze rilevanti sulle materie indicate (profilo amministrativo: diritto amministrativo; contabilità di Stato e finanza pubblica; contabilità civilistica; disciplina degli appalti e dei contratti pubblici; profilo tecnico: diritto dell’Ue e delle OO.II.; geografia politica ed economica; disciplina e organizzazione della cooperazione internazionale per lo sviluppo; project cycle management) e otto quesiti per verificare le conoscenze linguistiche e delle tecnologie informatiche e le competenze digitali volte a favorire processi di innovazione amministrativa e di trasformazione digitale della pubblica amministrazione”.

E’ rimasta identica la disposizione “Tutte le comunicazioni sul concorso, compreso il calendario delle relative prove, avverrà sul portale “StepOne2019”, dove i candidati possono accedere almeno 10 giorni prima della data stabilita per lo svolgimento delle stesse”. Data stabilita… che non si conoscerà se non all’ultimo momento, dopo un indefinito snervante tempo. E qui ricomincia la grade attesa, nel buio più totale.

Tornando a leggere le pagine dei gruppi facebook, si fa ancora più forte il desiderio di prepararsi insieme alla preoccupazione per l’incertezza sui tempi. Agosto 2021: “Buonasera, potete aiutarmi a capire per ciascuna delle materie indicate dove reperire i testi da studiare? Penso sia utile per tutti quelli che proveranno a fare il concorso AICS: – diritto dell’Unione europea e delle organizzazioni internazionali; – geografia politica ed economica; – disciplina e organizzazione della cooperazione internazionale per lo sviluppo; – project cycle management; – conoscenza delle tecnologie informatiche, della comunicazione e del codice dell’amministrazione digitale”. Settembre: “Ancora nessuna novità sulle date per tec/Aics?” “Ancora no”. “Ma è passato più di un anno!”. Ottobre: “Qualcuno che abbia già fatto concorsi iscrivendosi tramite StepOne2019 sa se inviano una email per avvisare della notifica? Perché in caso contrario potrei davvero perdermi le prove, non la consulto così regolarmente”. Novembre: “Buonasera, sapete se ci sono novità sulla data della prova scritta di questo concorso”? Dicembre: “Salve, ci sono novità sulle date di questo concorso”? Gennaio: “Qualcuno sa quali sono le tempistiche per la convocazione per le prove una volta eletta la commissione?” “Forse neanche la commissione sa i tempi esatti”.

         

IL PROBLEMA DELLA DILATAZIONE DEI TEMPI

La nomina, due settimane fa, delle commissioni esaminatrici è un segnale importante ma nulla dice sugli ulteriori tempi di attesa. I tempi, appunto. La cooperazione per lo sviluppo richiede tempi definiti e talvolta molto rapidi, senza i quali si perde molto in possibilità di programmazione con continue incertezze che minano efficacia e impatti

L’Agenzia si trasferirà presto dalla palazzina di via Salvatore Contarini ad un’altra sede transitoria, più ampia e idonea, in attesa della ristrutturazione dei locali della palazzina di via Mario Toscano, sempre lungo viale del Giusti della Farnesina, che sarà – tra qualche anno, a lavori ultimati, la sede definitiva dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Anche questa decisione, individuata già nel 2017, ha richiesto troppi anni e ne richiederà vari altri per la sua realizzazione.

NON BASTA AVER CREATO L’AGENZIA, OCCORRE DOTARLA DEGLI STRUMENTI ADEGUATI

I nuovi inserimenti di personale saranno certamente di qualità ma dovranno essere guidati nel lavoro dell’Agenzia, formati, fatti crescere al fine di potere esprimere al meglio le proprie potenzialità nelle attività quotidiane e nella programmazione e progettazione di una cooperazione coinvolgente, partecipata e con una visione illuminata e di lungo respiro. Va assolutamente evitato il rischio dell’abbandono a se stessi e alla sole capacità di osservazione e apprendimento on the job, magari ripetendo errori già fatti in passato.

Anche il concorso pubblico finalizzato al reclutamento di 10 unità di livello dirigenziale non generale (capi ufficio), autorizzato dall’art. 1 comma 282 della legge di bilancio 2018, sta accumulando un ritardo ingiustificabile. Un’Agenzia che deve affrontare problemi di povertà, di sviluppo umano, di sostenibilità, di popoli e culture diversi, di solidarietà, di contesti in competizione economica e politica, di sopravvivenza di fronte a situazioni di conflitto e calamità naturali, di diritti umani, di diritto a cibo, acqua, salute, educazione, formazione, lavoro dignitoso, di fattori causanti le spinte migratorie, di squilibri climatici, di progetti, risorse finanziarie e programmi per fornire risposte efficaci deve necessariamente dotarsi di personale dirigente di riconosciuta qualità.

L’Agenzia, voluta dal Parlamento per rinnovare e rendere più agile ed efficace la gestione della cooperazione italiana, non ha avuto dalla stesso Parlamento gli strumenti adeguati per poter adempiere al mandato ricevuto. Il personale e la sede sono solo due esempi ma non sono gli unici. Se l’impianto della legge 125 del 2014 è stato frutto di una seria volontà condivisa di rinnovamento e rilancio della cooperazione e rimane tuttora valido, lo stesso non è stato per assicurare una configurazione strutturale operativa che fosse appropriata al rinnovamento richiesto.

SERVE ANCHE UNO SGUARDO DALL’INTERNO

Di fronte a questa verificata carenza si constata però una riluttanza nell’Amministrazione a provvedere a cambiamenti regolamentari e normativi che potrebbero meglio garantire la piena attuazione della volontà del legislatore. La disattenzione di questi ultimi anni da parte di un Parlamento ripiegato perlopiù su questioni di carattere interno ha certamente influito. Ma occorre uscirne quanto prima e non è così difficile, essendo ben chiari i miglioramenti che occorre apportare per potere attuare in modo pieno la legge 125/2014. Come sono altrettanto chiare le carenze proprie di un’Agenzia che, nonostante l’impegno profuso, non è ancora riuscita a definire le proprie chiavi di azione: nella massima semplificazione delle procedure, nella valorizzazione della qualità, nella rapidità delle decisioni e delle risposte, nella definizione delle proprie linee direttrici e nell’assunzione di responsabilità di fronte alle scelte. Sentir dire da un lato che va tutto bene o dall’altro che il lavoro è troppo e non si riesce a star dietro a tutto, rinviando a propria discrezione decisioni stabilite da precise norme, non aiuta ad individuare le difficoltà e le carenze che andrebbero invece evidenziate e affrontate con il supporto e l’impegno di tutti.

Due esempi. L’articolo 18 del Regolamento stabilisce che “l’Agenzia indice annualmente una o più procedure di selezione di iniziative nei paesi partner e di progetti di informazione ed educazione allo sviluppo” mentre la cadenza reale è ormai quasi triennale con conseguenze sull’efficacia e l’impatto degli interventi. L’articolo 10 della legge 125 indica che per gli interventi di emergenza umanitaria “l’Agenzia si avvale dei soggetti della società civile che abbiano specifica e comprovata esperienza in materia” mentre la realtà è una strana e inverosimile elusione di tale norma che impedisce, da troppo tempo, interventi con la rapidità richiesta.

L’Italia ha un ruolo da giocare nel mondo, a partire da quelle aree a cui la nostra penisola è rivolta: il Mediterraneo, l’Africa, il Vicino e Medio Oriente. Può e deve giocarlo al meglio, in spirito di solidarietà e costruendo solidi partenariati. Assumendo ciascuno, istituzioni e soggetti della cooperazione, le proprie responsabilità.

Pubblicato in VITA  24.01.2022

Nino Sergi

Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Tra gli anni '60 e '70 formatore in Tchad. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.