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ONG
18 Lug 2016

PER UNA PIÙ FORTE RAPPRESENTATIVITÀ DELL’INSIEME DELLE ONG/OSC ITALIANE DI COOPERAZIONE E SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

Una storia da valorizzare e un futuro da costruire

Storia di 60 anni quella delle Ong, che ha prodotto idee, esperienze, progetti, professionalità, partenariati con organizzazioni e comunità in molti paesi, analisi, proposte, formazione, capacità organizzative, specializzazioni, scelte e battaglie politiche, conoscenza e rapporti vivi con i Sud del mondo, presenza nella società italiana, rapporti e confronti con le istituzioni a livello locale, nazionale, europeo e internazionale.

Un cammino segnato da successi e da limiti, da capacità di azione comune e da momenti di divisione, ma sempre espressione di valori quali giustizia, pari dignità, solidarietà, rispetto dei diritti umani personali, sociali e economici, diritto di ogni comunità al proprio sviluppo, rispetto e valorizzazione delle culture, rafforzamento delle capacità dei partner, dialogo e pace.

Un cammino che ci ha aperti al mondo e che ha facilitato la comprensione dei cambiamenti, aiutato a superare interessi di parte per adottare una visione del bene comune anche nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Essenziale, in particolare, è stato l’apporto e l’impegno unitario delle Ong per innovare la visione e la normativa italiana delle politiche di sviluppo, per passare dall’APS, aiuto pubblico allo sviluppo, alla CPS, cooperazione pubblica per lo sviluppo e ai partenariati, per aprire a tutti quei soggetti non profit, profit e istituzionali che possono arricchirne la presenza operativa nella cooperazione allo sviluppo.

Ci siamo anche resi conto che non è sufficiente innovare la visione e modificare la normativa: occorre riuscire ad accompagnarle, controllando da un lato la reale attuazione di quanto è stato definito dal Parlamento e dall’altro la coerenza delle politiche e scelte governative ai fini dello sviluppo. È la fase forse più difficile e richiede un’azione e un’interlocuzione forte e unitaria dei soggetti di cooperazione della società civile nei confronti delle istituzioni  e degli altri soggetti coinvolti: il Maeci, l’Agenzia, la Cassa depositi e prestiti, i ministeri coinvolti, la presidenza del Consiglio, gli enti regionali e territoriali, il Parlamento, le istituzioni europee, intergovernative e internazionali, oltre che le altre organizzazioni della società civile, anche in Europa e a livello internazionale.

Il peso rappresentativo

L’impegno delle Ong e delle loro reti è stato significativo e incisivo. Ma le sfide sono oggi tali da richiedere un passo ulteriore per continuare a garantire il necessario peso rappresentativo nella società italiana e di fronte alle istituzioni nazionali e internazionali. Lo richiedono la complessità dei problemi dello sviluppo e delle relazioni internazionali; una globalizzazione generatrice di crescenti squilibri, che non considera la persona, le comunità e i loro bisogni al centro delle scelte politiche e della definizione degli ordinamenti economici e finanziari; la tendenza all’esclusione di intere regioni e intere popolazioni; il moltiplicarsi di situazioni di emergenza dovute a crisi politiche spesso strumentali; i fenomeni migratori e di mobilità internazionale che, se non correttamente gestiti, rischiano di provocare conflitti sociali e stravolgimenti politici oltre che sofferenze e morte;  le innumerevoli persone in cerca di rifugio e protezione; le conseguenze dei cambiamenti climatici; la piena attuazione della legge, la coerenza delle politiche e l’attuazione dell’Agenda 2030: sono solo alcuni degli argomenti che esigono un ripensamento e una più forte valorizzazione del ruolo delle Ong insieme alle altre Osc italiane di cooperazione e solidarietà internazionale.

L’esperienza ha più volte suggerito di interloquire con istituzioni pubbliche e private con una sola voce, per rendere chiaro e forte il peso politico delle Osc di fronte alle istituzioni nazionali e internazionali, ai media e nella società italiana.

Si tratta di un’esigenza difficilmente eludibile data l’ampiezza dei temi e dei problemi su cui vogliamo essere attori, nell’interesse vitale delle Osc, nell’interesse della cooperazione internazionale dell’Italia e delle politiche ad essa connesse, nell’interesse della società italiana al cui cambiamento possono dare un contributo di valori e di esperienze ineguagliabile.

L’indispensabile valore aggiunto

Le aggregazioni di Ong per affinità ideale o politica, o per comunanza di valori e di esperienza, o per consolidati rapporti di fiducia e di collaborazione sono una realtà consolidata, da rispettare e valorizzare. Importante è stato il lavoro congiunto delle tre reti Aoi, Cini, Link 2007 e la capacità di dialogo costruttivo tra i loro rappresentanti, in particolare durante i lunghi anni di elaborazione e di confronto istituzionale per la definizione della nuova legge e per gli aspetti procedurali utili ad una buona cooperazione.

Nel contesto attuale però una più alta e forte rappresentanza politica di tutte le realtà non profit della società civile che si dedicano alla cooperazione internazionale, con quindi un indiscutibile peso politico da fare valere unitariamente davanti alle Istituzioni nazionali, europee ed internazionali e agli altri soggetti politici e sociali, conferirebbe un innegabile valore aggiunto, senza per nulla diminuire il valore e la forza delle reti e associazioni esistenti.

Già si sono sentite, nelle stesse istituzioni, espressioni quali “voi Ong rappresentate il vecchio: il futuro sono i nuovi soggetti”, con uno scopo evidentemente divisivo, oltre che meschino, che dobbiamo contrastare. Anche perché sono state proprio la capacità innovativa, la convinzione e la visione lungimirante delle Ong a rendere possibile l’apertura ai tanti nuovi soggetti non profit e profit che aspirano a contribuire ad una più efficace cooperazione.

Abbiamo esempi di realtà unitarie di rappresentanza in quasi tutti i paesi europei, alcune da molti anni, altre più recenti, che aggiungono valore alla voce delle reti o delle organizzazioni che raggruppano. Alcuni esempi:

Austria: globale verantwortung – Global Responsibility, Platform for Development and Humanitarian Aid

Bulgaria: bpid, Bulgarian Platform for International Development

Croazia: crosol, Croatian Platform for International Citizen Solidarity

Danimarca: global focus, Danish CSOs for Development Cooperation.

Francia: coordination sud – Solidarité Urgence Développement

Germania : venro – Verband Entwicklungspolitik und Humanitäre Hilfe (umbrella organisation of development and humanitarian aid NGOs

Grecia: Hellenic Platform for Development

Irlanda: dóchas,  Irish Association of Non-Governmental Development Organisations

Paesi Bassi: partos, Dutch association for NGOs working in International Development

Portogallo: ongd, Plataforma Portuguesa das Organizações Não-Governamentais para o Desenvolvimento

Regno Unito: bond

Romania:  fond, Federatia Organizatiilor Neguvernamentale pentru Dezvoltare

Spagna: coordina

Verso una rappresentanza unitaria

Anche in Italia è giunto il momento di mettere in atto la nostra capacità di innovazione, con coraggio e determinazione, per rispondere nel modo migliore e più efficace a questa esigenza di peso politico unitario, rappresentativo di tutto il mondo del non profit italiano impegnato nella cooperazione e solidarietà internazionale, valorizzandone al tempo stesso la pluralità delle identità, esperienze e competenze.

Alcune aggregazioni sono già convinte dell’importanza di questa scelta, che potrebbe esprimersi sul modello organizzativo e funzionale del Forum Nazionale del Terzo Settore. Come associazione di terzo livello, esso raggruppa infatti identità diverse, autonome nella loro specificità, rappresentandole nel loro insieme ed esprimendo con un’unica voce, quando conveniente e utile, la voce di tutti. Le tre reti e gli altri coordinamenti esistenti, ma anche le eventuali aggregazioni dei nuovi soggetti non profit, senza vedere sminuito il loro ruolo e la loro capacità di proposta, troverebbero in un “Forum” delle Osc di cooperazione e solidarietà internazionale quel valore aggiunto che solo una rappresentanza unitaria può garantire.

Questo nuovo “Forum delle Osc di cooperazione e solidarietà internazionale italiane” dovrebbe costruirsi su alcune caratteristiche:

– riconoscere come ricchezza il protagonismo, operativo e politico, delle realtà associative di secondo livello che lo compongono;

– proporsi come luogo di sintesi per la realizzazione di iniziative di proposta, lobby e advocacy di interesse comune sulle materie relative alle politiche, la cooperazione allo sviluppo, l’aiuto umanitario e la solidarietà internazionale e per la tutela degli interessi delle Osc sia in riferimento alle istituzioni e sia in rapporto all’opinione pubblica;

– proporsi come soggetto politico visibile e riconosciuto alle istituzioni italiane, europee, internazionali e all’opinione pubblica italiana;

– avere una struttura agile, idonea alla valorizzazione del protagonismo delle varie istanze rappresentate e, per le azioni di interesse comune, al coordinamento e alla rappresentanza unitaria dell’insieme.

I temi e le sfide che abbiamo di fronte non ci consentono tempi troppo lunghi per poter prendere una decisione. Il mese di luglio 2016 potrebbe essere un utile periodo per un confronto all’interno delle tre reti Aoi, Cini, Link 2007, al fine di adottare una decisione congiunta da proporre congiuntamente, in un’assemblea pubblica nel mese di settembre, al più ampio numero di aggregazioni di Osc con le diverse soggettività e specificità di impegno nella cooperazione allo sviluppo e nella solidarietà internazionale.

Nino Sergi

Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.