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02 Mar 2023

IL GESTO DI MATTARELLA A CROTONE RICONCILIA CON LE ISTITUZIONI

Comunicato di LINK 2007 

 

Il presidente Sergio Mattarella ha reso omaggio a Crotone alle vittime del naufragio a poche decine di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro che è costato la vita delle 68 persone ad oggi accertate. Molti i bambini, le mamme, i padri, i giovani in fuga da gravi situazioni di pericolo in Afghanistan, Iraq, Iran, Somalia, Siria e in cerca di protezione nella speranza di migliori condizioni di vita.

La sua presenza all’ospedale San Giovanni di Dio dove sono ricoverate le persone rimaste ferite nel naufragio, il suo incontro con i bambini sopravvissuti alla tragedia donando loro giocattoli, il raccoglimento davanti alle 67 bare adagiate nel palazzetto dello sport, l’ascolto dei parenti delle vittime, il ringraziamento al personale sanitario, ai sindaci di Crotone e Cutro e alle comunità che hanno accolto i naufraghi e che chiedono ora “giustizia e verità” sono gesti che riconciliano i cittadini con le istituzioni repubblicane.

L’indagine giudiziaria avrà il suo corso per accertare le responsabilità e rispondere all’esigenza di “giustizia e verità” manifestata dalla cittadinanza crotonese anche a nome di tanti italiani rimasti scioccati dall’evitabile naufragio. Oggi vogliamo ricordare l’immagine di amore, commozione e dignità che Crotone ha saputo esprimere con i tanti fiori portati quotidianamente al palasport e quelli adagiati su ogni bara, i pupazzi davanti a quelle bianche dei bambini. Dignità che deve rimanere per tutti di esempio.

“Questa tragedia non deve lasciare indifferenti” aveva subito affermato il presidente Mattarella dopo il naufragio, sollecitando “un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico” e l’indispensabilità “che l’Ue assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive”.

“Facciamo nostre le parole di Mattarella”, afferma il presidente di LINK 2007 Roberto Ridolfi. “Nel nostro impegno di Ong di solidarietà e cooperazione internazionale, che ci accomuna a tante altre realtà che agiscono concretamente e direttamente sia in Italia che nei paesi da emigrazione e di fuga, ci adopereremo perché esse possano trovare attuazione. Anche se la mobilità umana non potrà essere fermata, come dimostrano secoli di storia, compresa quella italiana, il rinnovato annuncio di piani di sviluppo per i paesi più poveri, innanzitutto per ragioni di equità e giustizia, è certamente un segnale incoraggiante. Sperando che non rimanga ancora una volta un insieme di parole al vento. Ricordando che la serietà, l’affidabilità e la coerenza delle istituzioni rimangono fondamentali per potere nutrire il nostro sistema democratico”.

L’Ue dovrebbe indubbiamente fare di più e assumere impegni nelle politiche migratorie. Ma i governi rimandano ad un’unità di intenti europea che non c’è. Non perché l’Ue non sappia e non voglia agire ma perché gli Stati membri e i loro governi sovrani non si mettono d’accordo. L’Unione europea non è uno Stato federale ma un’entità basata su trattati e accordi tra Stati che intendono salvaguardare la propria sovranità e i propri interessi, talvolta contrapposti. Per potere chiedere all’Europa di agire serve una rinnovata visione che porti all’avvio di un cammino federale con una progressiva cessione di spazi di sovranità all’Ue. A partire dalle politiche migratorie.

Ripreso da: Agenzia DIRE, Redattore sociale, Roma SetteVITA

Nino Sergi

Nino (Antonio Giuseppe) SERGI. Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Tra gli anni '60 e '70 formatore in Ciad. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.
Onorificenze: Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana (Dic. 2022).
(Gli articoli di questo blog esprimono sia posizioni personali che collettive istituzionali i cui testi ho scritto o ho contribuito a scrivere. Possono essere liberamente ripresi)