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13 Nov 2018

LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NEL DDL DI BILANCIO 2019-2021

«Aiuto pubblico allo sviluppo. Rivedere al rialzo le previsioni del ddl di Bilancio, mantenendo per il 2019 almeno lo stanziamento dello 0,30% del Pil» 

(Documento diffuso dall’associazione di Ong LINK 2007)

La Rete Link 2007, associazione di Ong impegnate nella cooperazione internazionale allo sviluppo e nell’aiuto umanitario, ha inviato ai membri del Parlamento ed in particolare alle Commissioni Bilancio e Affari Esteri un documento di analisi e di proposta in merito agli stanziamenti previsti per l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e la cooperazione internazionale dell’Italia nel ddl di Bilancio 2019-2021. Esso riprende in particolare i dati contenuti nella nota di aggiornamento del Def e nell’allegato 28 della Tabella 6 (Maeci), che nel ddl di Bilancio dettaglia le previsioni triennali per l’Aps complessivo dell’Italia, dalla politica di cooperazione in ambito europeo, internazionale e bilaterale, alla politica economica e finanziaria multilaterale, alla politica di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo. Il documento si compone di cinque punti e di alcune proposte per rendere coerente la Legge di Bilancio con gli obiettivi della cooperazione internazionale dell’Italia, dei suoi impegni internazionali e delle sue priorità nelle aree del Mediterraneo e Vicino Oriente e dell’Africa.

I – La progressione dell’Aps negli ultimi anni, definita dalla legge 125/2014. Essa è passata da un rapporto Aps/Pil pari allo 0,19% nel 2014, allo 0,22 nel 2015, allo 0,27 nel 2016, fino  quasi a raggiungere lo 0,30% nel 2017 (0,295%), con l’impegno di allinearsi alla media europea pari allo 0,50% del Pil, rendendo così raggiungibile l’obiettivo dello 0,7% secondo gli impegni assunti con l’Agenda 2030.

Per assicurare il solo mantenimento dello 0,30%, il ddl di Bilancio 2019-2021 dovrebbe essere corretto al rialzo nelle voci relative all’Aps. Ipotizzando per l’Italia una prudenziale crescita del Pil dell’1% annuo nel prossimo triennio, la legge di Bilancio dovrebbe prevedere 5,277 miliardi per il 2019; 5,331 per il 2020; 5,385 per il 2021, mentre le cifre indicate nel ddl in discussione al Parlamento sono invece inferiori ed hanno perfino un andamento decrescente.

II – La Nota di aggiornamento del Def, approvata dal Consiglio dei ministri il 27 settembre scorso, nel Focus “Aiuto pubblico allo sviluppo” ribadiva «l’esigenza di continuare ad assicurare adeguati e graduali incrementi delle risorse destinate alle attività di cooperazione allo sviluppo» e riaffermava «l’impegno del Governo volto a perseguire il percorso di adeguamento stabilendo, per il triennio 2019-2021, i seguenti obiettivi di spesa intermedi: 0,33 per cento del Rnl nel 2019, 0,36 per cento nel 2020 e 0,40 per cento nel 2021».

III – Il disegno di Legge di bilancio 2019-2021 ha stroncato le aspettative suscitate dalla Nota di aggiornamento del Def. Una comparazione tra i dati del ddl di Bilancio e quelli risultanti dagli impegni formalizzati dal Consiglio dei ministri nella Nota di aggiornamento di poche settimane prima dimostra il preoccupante calo di interesse per la cooperazione internazionale allo sviluppo al di là dei pronunciamenti e degli impegni assunti. Il documento riassume in precise tabelle i dati del triennio, da cui emerge che secondo la Nota di aggiornamento del Def lo stanziamento per l’Aps dovrebbe essere per il 2019 pari a circa 5,8 miliardi, mentre il ddl di Bilancio ne prevede solo 5,077 e che per mantenere l’attuale livello dello 0,30 del Pil ne servirebbero almeno 5,277.

Il documento ricorda anche che L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) andrebbe rafforzata perché rappresenta una delle grandi innovazioni della Legge 125 per ampliare e qualificare in particolare la cooperazione bilaterale dell’Italia. I dati del ddl di bilancio destano però preoccupazione perché attestano un andamento flat, piatto, non solo per il 2019 ma anche per gli anni successivi, senza alcuna ambizione di crescita, miglioramento e qualificazione dell’Agenzia per metterla alla pari con le altre Agenzie europee e internazionali.

IV – La mortificazione dei soggetti pubblici e privati della cooperazione allo sviluppo. Essi avevano considerato la progressione indicata nella Nota di aggiornamento del Def come un reale cambiamento di marcia verso il riallineamento con la media dei paesi europei. “La cooperazione allo sviluppo è infatti un investimento per il futuro delle relazioni politiche ed economiche del nostro paese, per uno sviluppo sostenibile condiviso e per affrontare in modo complessivo e integrato il tema dei movimenti migratori e del loro governo, basato su accordi con i paesi di provenienza, nella reciproca fiducia e nel rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano, con una visione lungimirante ad interesse e beneficio reciproci”. L’accelerazione della progressione “sarebbe indispensabile anche per mantenere gli impegni assunti con le organizzazioni e le istituzioni finanziarie internazionali, riacquisendo quel peso politico e di indirizzo che si è indebolito negli ultimi decenni, proprio mentre all’Italia servirebbe contare di più a livello internazionale”. “Una modifica della Legge di bilancio che riprenda la progressione degli stanziamenti formalizzata dal Consiglio dei ministri il 27 settembre scorso nella Nota di aggiustamento del Def rappresenterebbe un atto di responsabilità e lungimiranza politica del Parlamento e sancirebbe il passaggio dalle parole ai fatti nelle politiche di partenariato e di cooperazione”. 

V – Rifugiati – Migrazioni e sviluppo. Nell’Aps particolare rilevanza ha assunto la copertura dei costi per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Le regole del Comitato per l’aiuto allo sviluppo dell’Ocse (Ocse-Dac) permettono infatti di considerare Aps le somme gestite dal ministero dell’Interno a copertura dei costi relativi ai richiedenti protezione, limitatamente a 12 mesi dalla presentazione della domanda. Nonostante la riduzione delle richieste, il ddl di Bilancio mantiene per il triennio 2019-2021 consistenti stanziamenti: 1.678.991.960 € nel 2019, più del 30% dell’Aps dell’Italia. La riduzione delle domande di protezione permetterà di utilizzare parte di tali somme per la  dignitosa integrazione dei beneficiari di protezione. Ma potrebbero anche essere utilizzate per progetti in Africa dato che la Nota integrativa della Tabella 8 (Ministero dell’Interno) del ddl di Bilancio afferma che “è intenzione dell’Amministrazione intensificare al massimo queste operazioni di aiuto allo sviluppo economico e sociale dei paesi africani, onde contribuire alla loro crescita, in modo tale da arginare il fenomeno della migrazione economica”. In proposito, è bene ricordare che la legge 125/2014 attribuisce la responsabilità politica della cooperazione internazionale “al Ministro  degli  affari  esteri e  della  cooperazione internazionale, che ne stabilisce gli indirizzi e assicura l’unitarietà e il coordinamento di tutte le iniziative nazionali di cooperazione”. Occorrerà quindi che l’utilizzo di risorse del ministero dell’Interno per attività di cooperazione allo sviluppo avvenga in modo coerente con quanto stabilito inequivocabilmente da tale legge.

VI – Richieste al Parlamento e al Governo

1)  Che sia ripresa la progressione degli stanziamenti per l’Aps che era stata definita nella Nota di aggiustamento del Def lo scorso 27 settembre, garantendo per il 2019 uno stanziamento complessivo almeno pari allo 0,30% del Pil.

2)  Che si faccia di tutto per evitare, con i fondi Aps, una dannosa scissione tra due politiche di cooperazione allo sviluppo, l’una esercitata dagli Esteri e l’altra dall’Interno con principi, criteri e modalità operative estranee alla cooperazione allo sviluppo come definita dalla Legge.

3)  Che in ogni intervento sia sempre assicurato il pieno rispetto dei diritti degli esseri umani, tra i quali i migranti e i richiedenti asilo, con particolare attenzione alla disumane condizioni dei migranti in balia dei trafficanti di esseri umani in Libia e nei paesi di transito lungo le rotte migratorie.

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Nino Sergi

Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.