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02 Gen 2021

PRESIDENZA G20 2021 – LETTERA DI LINK 2007 AL PRESIDENTE GIUSEPPE CONTE SUL DEBITO DEI PAESI IN SVILUPPO

Al presidente del G20 per il 2021

 

Caro Presidente Giuseppe Conte,

torno a scriverle, dopo la precedente email del 24 Luglio scorso a nome di LINK 2007, per rinnovarle la richiesta di promuovere, come Presidente del G20, l’iniziativa per la riconversione del debito dei paesi in sviluppo e fragili. Si tratta di una proposta ineludibile in questa fase di crisi globale ed è di rilevante importanza politica per il ruolo e il riconoscimento internazionale dell’Italia.

Le chiediamo di fare tutto il possibile perché tra i temi della dichiarazione del Vertice di Roma di fine Ottobre sia inserita la disponibilità del G20 a rilasciare risorse del debito per iniziative finalizzate agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La Debt Service Suspension Initiative (DSSI) del G20 è un passo sicuramente importante ma non sufficiente. La stessa dichiarazione del Vertice di Riyad l’ha riconosciuto e ha appoggiato il “Common Framework for Debt Treatments beyond the DSSI”. Accanto alla cancellazione in paesi particolarmente fragili, la conversione del debito in un fondo di contropartita in valuta locale finalizzato a investimenti per lo sviluppo sostenibile è uno dei più efficaci strumenti di rinegoziazione del debito per andare “oltre” la DSSI contribuendo al contempo all’attuazione dell’Agenda 2030.

La crisi in corso non ha precedenti, sta sconvolgendo il mondo e l’economia globale aumentando le divergenze tra paesi e all’interno dei paesi. Le conseguenze economiche della pandemia stanno colpendo duramente non solo paesi già deboli ma anche economie emergenti aggravando situazioni già difficili.

Alcuni Stati non sono più in grado di erogare nemmeno i servizi essenziali di base e di mantenere forme di controllo sul territorio e sulla popolazione, con il rischio di crescenti tensioni sociali che non saranno limitate ai confini nazionali. La profonda recessione, con l’aumento delle disuguaglianze, della povertà, della mancanza dei mezzi di sussistenza per centinaia di milioni di persone può inoltre innescare nuove ondate migratorie.

Serve un nuovo e deciso contratto di solidarietà. Oltre agli sforzi congiunti per affrontare la crisi sanitaria e per favorire il riavvio della crescita dell’economia globale, oltre al sostegno che la cooperazione internazionale dovrà continuare a fornire, si rende necessaria un’azione congiunta e lungimirante dei paesi del G20.

La conversione del debito in valuta locale può permettere la realizzazione di progetti sia di resilienza che di sviluppo e di investimenti per far fronte alle conseguenze della pandemia, coinvolgendo sia il settore pubblico che quello privato. E può in parte sopperire alla contrazione delle rimesse dall’estero, favorendo le comunità e le fasce più bisognose della popolazione, sia in aree urbane che rurali.

Come già Le scrivevo a Luglio, la rete LINK 2007, che associa alcune tra le più importanti Ong di cooperazione internazionale e aiuto umanitario, ha promosso l’iniziativa per la riconversione del debito dei Pvs, inserendosi nell’ampio consenso internazionale in merito, a livello sociale, religioso, politico e istituzionale. Abbiamo diffuso il documento Release G20 (allegato) che illustra l’interesse e la fattibilità di una simile iniziativa.

Presidente, senza la Sua adesione all’dea della necessità di un’ampia riconversione del debito in questa fase recessiva globale e, soprattutto, senza l’inserimento di un’apertura in tal senso tra le decisioni del G20 che Lei presiederà, tale ampio consenso rischia però di andare perso e con esso il beneficio politico che l’Italia potrebbe trarne a livello internazionale.

Con gli auguri per il nuovo anno Le invio, a nome della rete LINK 2007, i più cordiali saluti.

2 Gennaio 2021

Nino Sergi

Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Tra gli anni '60 e '70 formatore in Tchad. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.