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14 Dic 2019

LA LEGGE DI BILANCIO IGNORA LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO. RESPINTI TUTTI GLI EMENDAMENTI

Salvo sviste, NESSUNO della ventina di emendamenti al Disegno Legge di Bilancio 2020-2022 riguardanti la cooperazione internazionale per lo sviluppo è stato approvato. NESSUNO, TUTTI RESPINTI.

Occorre “ringraziare” la Commissione Bilancio del Senato e tutti quei Senatori che hanno rifiutato emendamenti indispensabili (che avrebbero dato almeno una piccola spinta verso una maggiore dignità della cooperazione internazionale del nostro paese). Alla faccia delle affermazioni e degli impegni politici.

“Grazie” anche all’ (in)dubbio lavoro del Ministro degli Esteri e dei Viceministri e Sottosegretari nel cercare di spiegare e convincere il Governo e i Senatori della Commissione.

Siamo sempre in attesa delle deleghe che il Ministro Luigi Di Maio è tenuto a dare alle Viceministre e ai Sottosegretari. La riforma legislativa del 2014 ha previsto, come punto chiave, la delega ad un/una viceministro/a di tutta la materia riguardante la cooperazione internazionale per lo sviluppo. L’accentramento di poteri in una sola persona, il signor Ministro, sta provocando, inevitabilmente, indecisioni, disattenzioni, rallentamenti, ritardi.

Tante le parole, da mesi, da anni. Ma nessuna decisione. L’attuazione della legge 125/2014 con la quale il Parlamento ha voluto dare una nuova visione e più efficaci strumenti per una cooperazione di qualità ed efficace (anche nell’interesse dell’Italia) rimane ferma, basata solo sulle buone volontà (che per fortuna ci sono nella PA), indispensabili, ma che non possono ovviamente bastare. Eppure, “la cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace è parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia” (Art. 1 della legge 125/2014).

Vergogna a quella politica che parla, si impegna a livello interno e internazionale, ma non sa assumere le giuste decisioni al giusto momento.

 

Sulle deleghe a Viceministri e Sottosegretari, vedi QUI

Nino Sergi

Presidente emerito di Intersos, che ha fondato nel 1992 e di cui è stato segretario generale e presidente. In precedenza, dal 1983 fondatore e direttore dell’Iscos-Cisl, istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1979 direttore del Cesil, centro solidarietà internazionale lavoratori, fondato con le comunità di immigrati a Milano. Operaio e sindacalista. Tra gli anni '60 e '70 formatore in Tchad. Studi di filosofia in Italia e di teologia in Francia.